MICHELANGELO RICCI

RIBOLLE  – presentazione Ribolle

CANZONE CLANDESTINA uno spettacolo scritto e diretto da Michelangelo Ricci con la coregia ed organizzazione di Vania Borsetti.Di mare e di poveri di migranti, di lupi, di torte e cicogne, di cammelli e gommoni, celle e di muri, di padroni e pezzi di terra, di luci ed ombre, di fame, sete e paura. di fiere e amore che gira, di musica e canzoni, di lotta, di vita e di morte e palline d’argento al gusto caffè.

TOTEM BA un comico dramma


di Michelangelo Ricci
con Maurizio Muzzi Maria Grazia Fiore Simona Baldeschi
scritto e diretto da Michelangelo Ricci
coregia Elena Piscitilli

TOTEM BA:
mostro a due teste pensanti
A donna
B uomo
unico corpo
unico cuore
unico apparato digerente
unico sesso
unico destino di vessazione

La vita di due gemelli siamesi condannati ad essere cavie di laboratorio scorre in asettiche sale di sperimentazione, dove la loro profonda umanità e divertente unicità si trova costretta ad una continua strategia di sopravvivenza.
Sotto le grinfie di una sospetta “infermiera” il TOTEM BA mostra i suoi conflitti “interiori”, costretto ad eseguire ordini e ad assumere farmaci prescritti da invisibili dottori che tentano di trasformare attraverso un “nuovo programma” di cure il mostro in una persona normale. Obiettivo del “programma” è la creazione di un pensiero unico, di una individualità non dialettica generatrice di ideologie assolute, un “programma” che promette la salvezza, la compiutezza dell’uomo e che invece si fa minaccia per le libertà dell’individuo. Uno spettacolo dai toni comico grotteschi che proprio attraverso la sua verve comica riesce ad affrontare la tragicità di temi complessi e gravi come l’handicap,la diversità, il totalitarismo e la conflittualità dialettica tra ceti e parti socioculturali diverse. La storia del TOTEM BA da voce a tante storie di persone giudicate “diverse” e per questo discriminate ed escluse. Qui l’istituzione sanitaria si fa metafora di una morale che ha il dovere di agire sul diverso e di annientarne le peculiarità, di aggredire il suo diritto alla differenza. Il corpo del TOTEM BA si fa quindi utile cavia su cui poter liberamente sperimentare la cura alla malattia della diversità, una cura che forse spetterà anche a tutti noi. Lo spettacolo tra gag e dialoghi conflittualmente comici, raggiunge le corde più profonde dello spettatore, il quale, accompagnato da una lucida e spietata ironia, viene posto di fronte all’agghiacciante verità mostrata e lì, non può che farsi partecipe, partigiano dei più deboli.

Il LABORATORIO PERMANENTE nasce nel 2011 dall’incontro tra Michelangelo Ricci, regista e drammaturgo, che da più di vent’anni scrive e realizza spettacoli, oltre che dirigere numerosi laboratori, Elena Piscitilli, giovane artista che ha spinto verso la realizzazione di questa nuova produzione, Maurizio Muzzi, Maria Grazia Fiore e Simona Baldeschi. I componenti della compagnia sono stati tutti formati da Ricci attraverso la forma del laboratorio ed è ciò che fondamentalmente contraddistingue il suo lavoro da sempre. Il laboratorio permanente non è solo una compagnia, un progetto, quanto un vero e proprio metodo attraverso cui formare artisti a tutto tondo, persone in grado di occuparsi non solo del lavoro attoriale, ma anche drammaturgico, scenografico, tecnico, organizzativo, relazionale, promozionale, fino a sfondare i limiti del teatro per approdare alla musica, al cinema, alla danza.
Lo spazio del laboratorio si fa così terreno su cui sperimentare l’arte in ogni sua forma e avanzare nella ricerca del teatro autoriale di Michelangelo Ricci, in continua ridefinizione, aperto. Ciò che forse caratterizza di più il lavoro del gruppo è la ricerca di un linguaggio, di un luogo, di un’idea propria, che nasce dalle individualità e dalle esigenze dei suoi componenti, gruppo che si modifica nel numero e nella forma, assecondando di volta in volta le motivazioni e le istanze di una nuova esperienza creativa.
Gli spettacoli sono di fatto creazioni collettive, attraverso le quali raccontare e denudare la realtà che scorre in quel luogo e in quel momento.
Riproporre la realtà attraverso la rappresentazione di sé e del proprio percorso esistenziale  diventa il frutto di una scelta, che è quella del presente, del movimento permanente.

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