CON-FUSIONE

Yo la reyna
di Giacomo Fanfani, con Martina Guideri e con Rafael Porras Montero | allestimento Silvia Avigo |costumi Margherita Del Ministro| fonica Lorenzo Buzzigoli |regia Giacomo Fanfani |organizzazione Laura Del Conte

Una meseta sterminata.
Si estende oltre il giallo.
Fa caldo, le cicale infestano l’aria cantando l’odio per Cristo: ancora non si vede arrivare nessuno.
Isabella imputridisce seduta sotto un cielo divenuto di ferro.
Giovanna oggi non si è confessata, dicono che sia pazza.
Cric cric cric: stanno sbocciando dei fiori.
La regina di Castiglia è pronta, all’ombra della torre: guarda.
Un continente vuoto, percosso dal canto devoto del potere.
La bellezza è prosciugata dalle croci di una sconfinata fossa comune piena di corpi ancora vivi.
Brutalità e violenza saranno i nostri migliori alleati: ogni grido che invocherà un mondo migliore dovremo distruggerlo,
convinti che sia solo un’altra pericolosa illusione.

Dove abito io
di Giacomo Fanfani | con Rafael Porras Montero | luci e scene Silvia Avigo | regia Giacomo Fanfani | produzione Con-fusione

[1] Scegli la dimensione della lavatrice più adatta al tuo bucato secondo la quantità, le dimensioni, i colori e lo stile dei tuoi capi: fino a 8 Kg, fino a 13 kg, fino a 18 kg o fino ad altro peso. Se sei straniero puoi trovare alle tue spalle la tabella con gli esempi in altre lingue. Qualunque sarà la tua scelta e qualunque sia il paese da cui provieni, il ciclo di lavaggio durerà circa 30 minuti. N.B. Se hai perplessità su come dividere al meglio i tuoi capi consulta il pannello “simboli e consigli” posto alla tua sinistra, questo, purtroppo non è disponibile in altre lingue.

[2] Controlla che le tasche degli indumenti siano vuote.

[3] Per i tuoi capi bianchi macchiati di sangue consulta il manuale di istruzioni sul tavolino alla tua destra.

[4] Metti i capi nella lavatrice e chiudi saldamente l’oblò.

[5] Seleziona la temperatura sulla lavatrice ruotando la manopola di controllo: 30° indumenti molto delicati, molto colorati, molto sintetici. 40° indumenti delicati, colorati resistenti, tessuti in fibra mista macchiati di pesca o di caffè. 60° indumenti in cotone, lino, bianchi o con colori resistenti. 90° indumenti o tessuti molto resistenti.

[6] Avvia la macchina, premendo la stessa manopola di controllo: non cercare mai di aprire lo sportello prima che il programma sia terminato.

[7] Per un uso conforme alle norme non lasciare bambini, maestre di scuola o stranieri nei pressi della lavatrice senza sorveglianza: i bambini e le persone non opportunamente addestrate non possono utilizzare la lavatrice!

«Un monologo denso di ricordi e malinconie, un intreccio di stati d’animo nella solitudine di una lavanderia automatica: Rafael Porras Montero della Compagnia Con-fusione è l’unico interprete in scena di Dove abito io di Giacomo Fanfani che firma anche la regia. Pensieri sul viaggio concluso nel suo paese lontano, a trovare la mamma, i parenti. Due settimane. Intanto la scena, con tre oblò di lavatrici sul fondo, va riempiendosi di tanti vestiti – e con il bianco messo da parte è anche possibile comporre la figura di un agnellino, lasciando emergere la memoria della visita al mattatoio quand’era bambino… Intrecciando tra i ricordi anche le speranze, ormai lui con due patrie, voglia di tornare sempre, stando sia qui che laggiù.»
Valeria Ottolengo – Gazzeta di Parma

Le rose di Jürgen
di Giacomo Fanfani | con Martina Guideri e Rafael Porras Montero | disegno luci Silvia Avigo |costumi Antonio Musa |regia Con-fusione |produzione Con-fusione/Centro Culturale Le Fornaci – Comune di Terranuova Bracciolini

spettacolo vincitore di Emergenze Creative e di You_theater.org

C’è un campo,
È proprio lì, vicino a Berlino.
Si chiama Sachsenhausen: è il campo di sterminio modello dell’intera architettura del Terzo Reich. Ha la forma di un triangolo e sul vertice c’è una torretta.
La sentinella che vi sale può dominare da solo tutto lo spazio del campo.
Gli uomini che vi sono deportati si riconoscono dai colori.
Ciascuno porta cucito sulla casacca un triangolino di un colore diverso, per organizzarsi meglio, per non confondersi:
Rosso comunisti, verde criminali, rosa pervertiti e poi nero, viola, marrone, azzurro: zingari, immigrati, puttane! Centinaia di piccoli triangoli scintillanti che si spegneranno schiacciati dal peso di un denso colore neutro che scorrerà dappertutto.

Come può sopravvivere un mazzo di rose, se neppure il bianco e il nero hanno resistito?

www.compagniaconfusione.com

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